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Manchette di prima

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Manchette di prima

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Tutti gli artisti del Festival AQUAMOUR, Arte — Acqua — Amore

Inau­gu­ra­zio­ne vener­dì ALL’OPEN AIR MUSEUM ITALO BOLANO. Sta per ini­zia­re all’Elba il pri­mo Festi­val inter­na­zio­na­le AQUAMOUR — ACQUA ARTE AMORE, che ha come sco­po con­cen­tra­re la nostra atten­zio­ne sull’acqua, bene pre­zio­so e fon­da­men­ta­le per la vita sul­la ter­ra che, mai come in que­sto perio­do, è seria­men­te minacciato.

Tra i mol­ti even­ti pre­vi­sti fino al 7 ago­sto, vener­dì 29 luglio a par­ti­re dal­le ore 19.00 una qua­ran­ti­na di arti­sti espor­ran­no le loro ope­re nel­la Gal­le­ria dell’Open Air Museum Ita­lo Bola­no, mes­sa a dispo­si­zio­ne dal­la Fon­da­zio­ne Ita­lo Bola­no, per la pri­ma gran­de col­let­ti­va inter­na­zio­na­le all’Elba che ha per tema l’ACQUA.

Con gran­de pia­ce­re, voglia­mo ora pre­sen­tar­ve­li uno ad uno.

Car­lo Alba­sio rie­vo­ca con la sua tela il mito del­la madre Eva, geni­tri­ce dell’umanità e meta­fo­ra di quell’acqua di cui tut­ti sia­mo fatti.

La fran­ce­se Per­ri­ne Angly espo­ne le foto dei suoi man­da­la acqua­ti­ci, for­me effi­me­re che rea­liz­za sull’acqua.

Anto­nel­la Ava­ta­neo pre­sen­ta due dee dell’acqua, una in cera­mi­ca poli­cro­ma e l’altra che dall’alto di un albe­ro inte­ra­gi­sce con i suoi veli con le ope­re di Bolano.

Lau­ra Bal­li­ni, con una pit­tu­ra qua­si tra­spa­ren­te e scor­re­vo­le, sem­bra vola­re nel qua­dro per fan­ta­sti­ca­re con le sue “Memo­rie dell’acqua”.

Maria Gra­zia Bia­gi, arti­sta del­la cera­mi­ca, pas­sa attra­ver­so la tec­ni­ca Raku per ren­de­re le figu­re ani­ma­te da un movi­men­to interno.

Belin­da Bian­cot­ti, inve­ce, ha rea­liz­za­to l’opera appo­si­ta­men­te per il Festi­val e ci offre la nasci­ta di una figu­ra mito­lo­gi­ca mari­na, una “Naia­de”, che si risve­glia a nuo­va vita.

Anco­ra da Pari­gi, Béa­tri­ce Bis­sa­ra pre­sen­ta una del­le sue for­me sinuo­se che somi­glia ad un fiu­me dal tito­lo “Flux”.

Bar­ba­ra Blin, la “poe­tes­sa” del­le rose dei ven­ti elba­ni, fa vola­re i suoi “Vascel­li nel tur­che­se” con il loro mes­sag­gio posi­ti­vo di buon vento.

Lui­sa Bran­di – Lali­ta espo­ne i suoi sug­ge­sti­vi veli in seta che ripro­du­co­no i più bei fon­da­li mari­ni elba­ni, veli che le dan­za­tri­ci di Elba Dan­za, gui­da­te da Maria Pao­la Gori, indos­se­ran­no nel­la per­for­man­ce inaugurale.

Pao­lo Cal­ca­ra, foto­gra­fo del par­ti­co­la­re estre­mo, ci fa sogna­re con le sue “Labi­li forme”.

Di Giu­sep­pe Came­ri­ni, tor­na­to anche lui nel suo blu lo scor­so anno, è pre­sen­te una tela mol­to sug­ge­sti­va, che esal­ta il mare nel­le sue infi­ni­te sfu­ma­tu­re di blu.

Maria Giu­si Cano­va, polie­dri­ca arti­sta dal­le mol­te sfac­cet­ta­tu­re, ci pre­sen­ta degli scat­ti signi­fi­ca­ti­vi sull’acqua e le for­me che spes­so assume.

Mar­ta Car­le­si vive una sua nuo­va gio­vi­nez­za arti­sti­ca con un’opera dal­le pen­nel­la­te rapi­de e qua­si gestua­li, che rap­pre­sen­ta­no tut­to il dram­ma di un “Nau­fra­gio”.

Tito Casar­tel­li ci pro­po­ne un trit­ti­co dal­la gra­fi­ca scat­tan­te per cele­bra­re una “Tem­pe­sta”.

Il coco­me­ro d’acqua, “Aqua cucu­mis” di Mau­ro Fon­ta­nel­li è così viva­ce che sem­bra dav­ve­ro di poter­lo bere. Anche quest’opera, insie­me al Cala­ma­ro gigan­te che sem­bra usci­re dal­la tavo­la, sono sta­te rea­liz­za­te appo­si­ta­men­te per il Festival.

Fran­ce­sca Grop­pel­li pre­sen­ta i suoi pen­ta­go­no­do­de­cae­dri, que­sta vol­ta deco­ra­ti con ciò che il mare resti­tui­sce, e un dit­ti­co che ana­gram­ma le paro­le acqua e amore.

La tede­sca Moni­ka Guld­ner ripren­de il tema dell’abbandono degli ogget­ti di scar­to dell’uomo nell’ambiente e pro­po­ne una nuo­va ver­sio­ne del­la ricer­ca del pescio­li­no Nemo e un sug­ge­sti­vo col­la­ge di conchiglie.

Lucia Leo­par­di ci incan­ta con la sua nostal­gi­ca “Iso­la lon­ta­na”, quel sen­ti­men­to che inva­de chi dall’Isola si allon­ta­na anche per poco.

Anto­nel­lo Mar­che­se, foto­gra­fo e gui­da ambien­ta­le di con­su­ma­ta espe­rien­za, pro­po­ne uno scor­cio del­lo Sco­gliet­to cat­tu­ra­to in una ven­to­sa gior­na­ta d’autunno.

Anche Mar­zia Masel­li ha ripre­so in mano il pen­nel­lo dopo mol­ti anni spin­ta pro­prio da que­sto Festi­val ed espo­ne un’opera dal tito­lo emble­ma­ti­co: “L’acqua è oro”.

Diret­ta­men­te da New York Ric­car­do Maz­zei, che ritor­na sem­pre alla sua Elba, par­te­ci­pa con la “Distan­za è un mare”.

La fran­ce­se Valé­rie Moa­ti pre­sen­ta due ope­re che ricor­da­no l’arte abo­ri­ge­na e i man­da­la, men­tre la “Foglia sognan­te” del­la foto­gra­fa Ange­la Pale­se gal­leg­gia sul­la poz­zan­ghe­ra che riflet­te pae­sag­gi fantasiosi.

La foto­gra­fia di Giam­pie­ro Pal­mie­ri ci ripor­ta al blu del nostro mare come al blu ten­de il fiu­me geo­me­tri­co nell’arazzo del mila­ne­se Die­go Rac­co­ni.

La pit­tu­ra clas­si­ca di Lucia­no Rego­li ci pro­po­ne per­so­nag­gi d’altri tem­pi, come “L’acquaiolo” che dispen­sa il pre­zio­so liqui­do ad un ragaz­zo sorridente.

Rober­to Ridi, foto­gra­fo dei luo­ghi impos­si­bi­li, immor­ta­la una nuvo­let­ta soli­ta­ria in un cie­lo che si riflet­te nel blu can­gian­te del mare, crean­do sug­ge­stio­ne e meraviglia.

Saran­no espo­ste anche le ope­re fina­li­ste del pre­sti­gio­so World Water Day Pho­to Con­te­st del qua­le Ridi è mem­bro giudicante.

Dall’”Oblò” di Cri­sti­na Sam­mar­co com­pa­io­no i trat­ti deli­ca­ti di un pae­sag­gio mari­no che è sogno e poesia.

Non man­ca­no i ragaz­zi del­la Secon­da B del­la Scuo­la Media Pasco­li che pre­sen­ta­no il frut­to del lavo­ro col­let­ti­vo di un anno: uno splen­di­do “col­la­ge” tri­di­men­sio­na­le di ani­ma­li mari­ni in cera­mi­ca accu­ra­ta­men­te riprodotti.

Le foto­gra­fie di Fede­ri­co Ser­ra­di­mi­gni col­go­no par­ti­co­la­ri di pla­sti­che abban­do­na­te sul­la spiag­gia, men­tre Danie­la Tra­ver­so con il suo trit­ti­co foto­gra­fi­co ci ricor­da che anche la lacri­ma, testi­mo­ne del­la sof­fe­ren­za fisi­ca e spi­ri­tua­le, è acqua, del­la stes­sa con­si­sten­za di quel­la sala­ta del mare. Miche­lan­ge­lo Ven­tu­ri­ni, giun­to all’arte già in età matu­ra, pre­sen­ta la sua “Mari­na” che ha i trat­ti dell’istintività fanciullesca.

Enza Vice­con­te pro­po­ne gli sco­gli elba­ni sapien­te­men­te ripro­dot­ti con un acque­rel­lo qua­si foto­gra­fi­co, il gio­va­ne Mau­ro Visi­ni, inve­ce, espri­me il suo tra­va­glio inter­no attra­ver­so un pae­sag­gio acqua­ti­co “Sen­za titolo”.

Domi­ni­que Voge, anco­ra dal­la Fran­cia, immor­ta­la con la foto­gra­fia rifles­si che paio­no dipin­ti col pennello.

Abbia­mo poi il Giap­po­ne­se Eizo Saka­ta, il pri­mo arti­sta ospi­te in resi­den­za al Museo, che sta rea­liz­zan­do del­le mera­vi­glio­se chi­ne con acqua di mare. Eizo pre­sen­ta anche pic­co­li lavo­ri che ripro­du­co­no l’effetto del­le goc­ce di piog­gia su car­ta dipin­ta di blu. Infi­ne, l’ultima gran­de tela dipin­ta da Ita­lo Bola­no nel 2018 lan­cia il moni­to: “Sal­via­mo la nostra Terra!”

Le ope­re rimar­ran­no espo­ste fino al 15 ago­sto e visi­ta­bi­li negli ora­ri del Museo: lune­dì ore 16–20, da mar­te­dì a dome­ni­ca ore 10–13 e 16–20. info +39 338 6996406

Il pro­gram­ma com­ple­to del festi­val è sca­ri­ca­bi­le su: sensi-ateliers.com/it/aquamour/.

Nel­le foto: momen­ti dell’allestimento del­le opere

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