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Comitato locale per la tutela del verde

E’ on-line da qual­che gior­no su Change.org la peti­zio­ne “Tute­lia­mo il ver­de del­l’El­ba” (http://chng.it/YGzFHS85Lp), pro­mos­sa dal neo­na­to “Comi­ta­to sal­va­guar­dia albe­ri e ver­de pub­bli­co Iso­la d’El­ba”, costi­tui­to­si per faci­li­ta­re la comu­ni­ca­zio­ne tra isti­tu­zio­ni e cit­ta­di­ni e favo­ri­re la tra­spa­ren­za del­le isti­tu­zio­ni.
La nasci­ta del comi­ta­to è sta­ta cau­sa­ta dal­la deci­sio­ne del­la Giun­ta Comu­na­le di Por­to­fer­ra­io di taglia­re 116 albe­ri, 68 dei qua­li (di tipo “Ppi­nus pinea”) in per­fet­ta salu­te e che da cir­ca 70 anni si pre­sen­ta­no ben pian­ta­ti ai lati del­la Stra­da per Por­to Azzur­ro.
La rela­ti­va deli­be­ra del 18 feb­bra­io si basa su di un’am­bi­gua inter­pre­ta­zio­ne di uno stu­dio (non pub­bli­co) di quat­tro anni fa sul­le con­di­zio­ni del patri­mo­nio arbo­reo comu­na­le, stu­dio che avreb­be defi­ni­to la mag­gior par­te del­le pian­te in con­di­zio­ni più o meno cri­ti­che di sta­bi­li­tà; in poche paro­le costi­tui­reb­be­ro peri­co­lo incom­ben­te per la via­bi­li­tà in quei mil­le­tre­cen­to metri di via­le.
Quel­lo che non si capi­sce, nel­l’o­pi­nio­ne di mol­ti cit­ta­di­ni, è per­chè tan­ti albe­ri dovreb­be­ro esse­re abbat­tu­ti per assi­cu­ra­re una buo­na via­bi­li­tà dei vei­co­li quan­do la via­bi­li­tà stes­sa è una que­stio­ne che riguar­da soprat­tut­to il buon man­te­ni­men­to del­l’a­sfal­to (di cui gli albe­ri sono solo un aspet­to).

Que­sto stu­dio, alquan­to “nebu­lo­so” nel­la sua descri­zio­ne, non con­vin­ce mol­ta gen­te, anche per­chè l’am­mi­ni­stra­zio­ne di Por­to­fer­ra­io non sem­bra inten­zio­na­ta a valu­ta­re solu­zio­ni alter­na­ti­ve o a limi­tar­si a taglia­re le pian­te effet­ti­va­men­te insta­bi­li o mala­te.
Per­fi­no un’as­so­cia­zio­ne come Legam­bien­te si è vista costret­ta a ricor­re­re alla for­ma­le richie­sta del dirit­to di acces­so agli atti per poter visio­na­re lo stu­dio del 2016.
Il Comi­ta­to si pro­po­ne di apri­re un dia­lo­go con que­sta ammi­ni­stra­zio­ne pro­prio per col­la­bo­ra­re affin­chè que­ste solu­zio­ni si pos­sa­no tro­va­re, andan­do oltre l’u­so pura­men­te “pro­te­sta­ta­rio” del­la demo­cra­zia rappresentativa.Anche l’ar­chi­tet­to pae­sag­gi­sta Maria Pia Cuni­co, docen­te all’Università IUAV di Vene­zia e socia di Ita­lia Nostra Arci­pe­la­go Tosca­no, ha chie­sto all’am­mi­ni­stra­zio­ne una ulte­rio­re serie di valu­ta­zio­ni sul­la que­stio­ne.
“Cer­ta­men­te si trat­ta di albe­ri pian­ta­ti all’e­po­ca trop­po vici­ni uno all’altro, in un ter­re­no già insta­bi­le e reso anco­ra più insta­bi­le dal­lo stress del traf­fi­co, dai tan­ti lavo­ri stra­da­li che sicu­ra­men­te ne han­no intac­ca­to l’apparato radi­ca­le” — dichia­ra la dott. Cuni­co — “non cre­do comun­que che la scel­ta miglio­re da fare sia quel­la dell’abbattimento com­ple­to, che andreb­be ad annul­la­re il valo­re di un patri­mo­nio arbo­reo di tut­to rispet­to, con il suo cari­co di fau­na sel­va­ti­ca, uccel­li, inset­ti che vi tro­va­no rifu­gio, per non par­la­re del­la quan­ti­tà di ossi­ge­no che ci rega­la ogni gior­no. Dovrà esse­re fat­to un per­cor­so par­te­ci­pa­to, per­ché di bene comu­ne si par­la, di un bene sto­ri­co di tut­to rispet­to; si dovran­no sen­ti­re i pare­ri degli enti com­pe­ten­ti (Soprin­ten­den­za? Par­co? … ) e si dovrà chie­de­re di visio­na­re le peri­zie fat­te per ogni albe­ro per capi­re se dav­ve­ro è neces­sa­rio l’abbattimento”.
Secon­do la Cuni­co, che ha riba­di­to che un albe­ro non è un segna­le stra­da­le, ma un micro­co­smo vivo e vibran­te che chie­de rispet­to, le scel­te alter­na­ti­ve non sono poche: innal­za­men­to del man­to stra­da­le per ren­de­re più sta­bi­li le basi dell’albero, abbat­ti­men­to dei soli albe­ri vera­men­te mala­ti e peri­co­lo­si, con­tem­po­ra­nea aper­tu­ra di una pista cicla­bi­le.

Per chi voles­se saper­ne di più il link alla pagi­na FB del Comi­ta­to: https://www.facebook.com/groups/478275153048731/

S.Della Moni­ca

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